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Sono Sara, ho ventisei anni e studio Ingegneria Meccanica alla Federico II di Napoli. Appassionata di fotografia, viaggi, telefilm. Logorroica a giorni alterni, chiamata troppo spesso “cappuccino” a causa del mio nickname su Instagram. Resto convinta sostenitrice degli espressi con cremina e del macchiato. Per passione: visual storyteller, digital content creator. Ho un amore sconsiderato per il mio Paese, e per il Sud Italia. Non vivo senza azzurro. Per tante altre frivolezze vai alla pagina about.

Duemila anni in un secondo: Pompei

18/03/2018
Vesuvio visto dagli scavi di Pompei

Pompei non è più una città, non è però neanche un sito archeologico: Pompei è una macchina del tempo che si estende per 66 ettari. Ero già stata a Pompei, tanti anni fa: ero una bambina, e ho ben pochi ricordi a riguardo. Portammo degli amici di famiglia in visita, non ricordo molto altro, ed è proprio per questo motivo che qualche settimana fa ci sono ritornata, da adulta. Ti mostrerò tutte le meraviglie da vedere a Pompei.

Vesuvio visto dagli scavi di Pompei

La prima premessa che mi sento di farti è : se speri di andare al parco archeologico di Pompei e di visitarlo tutto, sei partito già parecchio male. Non ci riuscirai, ci vogliono intere giornate per visitare tutto il sito. Immagina una città completamente svuotata dei suoi abitanti, e ogni casa è un’opera d’arte, devi entrare casa per casa, negozio per negozio, edificio dopo edificio. Impossibile. Questa guida ha proprio lo scopo di dirti cosa vedere a Pompei, cosa non puoi perderti, per tornare a casa abbastanza soddisfatto, avendo visto almeno le cose più belle e importanti.

Come arrivare a Pompei

Il sito archeologico si trova a poca distanza dalla stazione di Pompei. Puoi prendere il comodissimo treno Salerno – Napoli Campi Flegrei, e scendere alla fermata “Pompei”. Da lì sono pochi minuti di camminata tranquilla a piedi. Di ingressi per il parco archeologico ce ne sono ben tre: Porta Marina Superiore (che è il più vicino alla stazione), Porta Marina Inferiore, e Piazza Anfiteatro. Io ho deciso di fare un tratto di strada a piedi, lungo Via Plinio, per passare davanti al Santuario,mi sono fermata ad un info point e ho comprato guida e mappa del sito, e sono entrata per Via Anfiteatro. In questo modo la visita comincia proprio dall’Anfiteatro e dalla Palestra grande. Una cosa che conviene avere sempre a portata di mano è sicuramente la mappa del sito.

Ti lascio una comoda mappa di Google Maps per arrivare all’ingresso e alla biglietteria con facilità.

 

Cosa vedere a Pompei: l’Anfiteatro

L’Anfiteatro è splendidamente conservato, e in questo momento c’è, nei sotterranei, una mostra dedicata ai Pink Floyd, che si sono esibiti in un Live a Pompei nel ’72, dando vita a un evento che rimarrà nella storia del parco archeologico. Vale la pena fare un giro e guardare i video documentari trasmessi non-stop, anche da non amanti del genere.

Viale che porta all'Anfiteatro, dove c'è la mostra dedicata ai Pink Floyd

La Casa della Venere

Da li poi si passa a vedere la Casa della Venere, è la casa che conserva l’affresco della Venere in Conchiglia. Una sorta di Botticelli con giusto 2000 anni d’anticipo. In questa zona trovi un gruppetto di Ville davvero una più bella dell’altra, c’è la Casa di Giulia Felice e di Ottavio Quartio, quest’ultima è un esempio di come i Romani intendessero la vita, la natura, il giardino.

La Via dell’Abbondanza di Pompei

Pompei, il vesuvio visto da Via dell'abbondanza

Proseguendo lungo questa strada immensa, che si chiama Via dell’Abbondanza trovi una serie di piccole costruzioni, che si chiamano Termopolii: i romani avevano due concetti di ristorazione. Il primo è molto simile al nostro ristorante, ed era l’Osteria, il secondo, era molto simile al Mc Donalds, si mangiava rapidamente, da asporto, e il cibo era tenuto in caldo in otri incassate nel marmo. Sono i Termopolii. Affacciati, vedrai giusto la bocca delle anfore, il resto è tutto nascosto, ma perfettamente conservato.

Salendo lungo via dell’abbondanza, arrivate al Tempio di Iside, e il Teatro Grande. Solo in questo piccolo pezzo di città trovate ben tre teatri e anfiteatri. Il primo è proprio il Teatro Grande, il secondo, adiacente, più piccolo, è l’Odeion . Si gode di una vista splendida, il Vesuvio è a portata di sguardo, e hai una bella vista delle rovine. Siediti, guarda la palestra accanto, respira l’aria di una civiltà mai dimenticata. Però non ti rilassare troppo perché c’è ancora molto da vedere, e da camminare.

Il tempio di Apollo

Il tempio di Apollo, Pompei

Continuiamo lungo via dell’Abbondanza, proprio lì, arriviamo a una sorta di Acropoli tutta pompeiana. Siamo arrivati al tempio di Apollo, e alla zona amministrativa vera e propria della città: il Foro. E’ uno spazio ampio, e al centro, una delle due sculture bronzee di Igor Mitoraj: il Centauro. L’effetto scenografico è bello come pochi. Le rovine dei templi e del Foro danno ancora l’idea di quanto fosse maestosa questa zona della città. La scultura si sposa perfettamente con l’ambiente, ha la stessa aria di decadenza e abbandono, eppure in realtà ha soltanto trent’anni, e comunica perfettamente con un luogo che ne ha 1970 in più. Brividi puri.

Le sculture di Mitoraj a Pompei

Confesso di essere tornata a Pompei soprattutto per vedere i lavori dell’artista polacco. C’è cura anche nella disposizione delle opere stesse, che ripeto, creano effetti scenografici non da poco. Con la seconda scultura dell’artista c’è un legame quasi affettivo: è il Dedalo. Lo ammiro ogni volta che vado all’università: si scorge dall’autostrada, viaggiando verso Napoli. E’ lì, fiero, ti guarda, con la sua lancia quasi pronto a difendere il sito. Vederlo finalmente dal vivo è stata un’emozione come poche. Non ci si può avvicinare come accade per il Centauro.

Le terme romane

Da qui, se sei stanco, puoi già uscire. Ti trovi su via porta Marina, e sei vicinissimo alla stazione ferroviaria. Se invece non sei ancora sazio, imboccando via del Foro, arrivi direttamente nella zona delle Terme. Le terme per i romani non erano un semplice momento di relax, come spesso le interpretiamo noi. Erano un modo di vivere la giornata. Visita quelle del foro, e ti renderai conto che anche in un luogo del genere, in cui l’uomo moderno si sarebbe concentrato sulla praticità, i romani hanno visto la bellezza.

Cosa non perdere a Pompei: il Fauno

A pochi passi, c’è la casa del Fauno. E’ una villa in cui prima di tutto si sono conservati diversi mosaici, tra cui quello all’ingresso con la scritta “Have” (una sorta di zerbino eterno) e un mosaico incredibile che narra le gesta di Alessandro nella battaglia di Issa. Si narra che questo mosaico è l’unica testimonianza fedele del volto di Alessandro il Grande. Non c’è nessun altro documento che ci possa dire che volto avesse uno dei più grandi personaggi della Storia. La casa deve comunque il suo nome alla statuetta del Fauno danzante che primeggia appena entrati. Devo avvisarti che sono tutti modelli riprodotti fedelmente. Gli originali sono conservati al Museo Archeologico di Napoli.

La famosa Villa dei Misteri di Pompei

Mi sento di consigliartela assolutamente. Devi sapere che deve il suo nome all’affresco che si trova nella stanza del triclinio. In verità è una villa che si trova molto distante dalle altre, sorgeva in modo da poter avere il mare davanti a sé. L’affresco è davvero suggestivo, imponente, lascia senza parole sia per la sua grandezza, perché riempie la sala, sia per i colori e l’intensità delle scene.

Consigli utili

Quanto tempo ci vuole per fare questo giro? Questo giro ha richiesto cinque ore.

Biglietti?

Per fortuna non ho trovato molte persone, complice il fatto che sono arrivata di buon mattino, il Parco era aperto da poco tempo e quindi non ho trovato molta gente. Ti consiglio però, soprattutto con l’arrivare delle belle giornate, di prenotare dal sito ufficiale del Parco i biglietti, in modo da saltare la coda. E ovviamente ti consiglio di andare di buon mattino: il sito è assolutamente tranquillo, e ti godi il parco nel più totale silenzio. E’ un valore aggiunto all’escursione, suggestiva già di per sé. Ti lascio il sito web ufficiale da cui comprare i biglietti, comprali solo da qui:

Sito ufficiale Parco Archeologico

Dove mangiare?

In verità, non ti consiglio di mangiare qualcosa lì. Le rosticcerie non mi sono granché piaciute, consiglio piuttosto di preparare qualcosa al sacco da casa, e di fermarti quando stanco e pranzare lì. Non è assolutamente un problema. L’importante è essere rispettosi del sito che stai visitando, della sua importanza e del suo valore, e di non sporcare. Questo mi sembra ovvio e necessario in qualsiasi angolo della terra, ma in luoghi del genere, a maggior ragione.

 

Penso di non avere più null’altro da aggiungere, consiglio soltanto di munirsi di scarpe davvero comode. Immagina le scarpe più comode che avete, e usate quelle. E preparati a tornare indietro a fasti mai dimenticati della nostra Storia. Per qualsiasi curiosità, sono a tua completa disposizione, come sempre, un bacione!

 

Hai altri 5 minuti?

Se sei in zona è perché probabilmente sei stato, o andrai a Napoli. E se ti proponessi di pranzare proprio a Napoli dopo la visita al Parco Archeologico?

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